Guida 2026 Criptovalute non dichiarate:
come metterti in regola.
Questa guida spiega quali omissioni si possono correggere, entro quali termini, quali sanzioni prevede la legge e quanto si riducono le sanzioni per chi si corregge da solo. Ogni regola riporta l'articolo di legge da cui proviene.
Molte persone possiedono cripto-attività da anni e non le hanno mai indicate nella dichiarazione dei redditi. La legge permette al contribuente di correggere le proprie omissioni di sua iniziativa. Chi si corregge prima di ricevere un avviso di accertamento paga sanzioni molto più basse di quelle ordinarie.
1. Quali omissioni riguardano le cripto-attività
Le omissioni più frequenti sono tre. Ogni omissione ha regole e sanzioni proprie.
- Il quadro RW non compilato. Chi detiene cripto-attività deve indicarle nel quadro RW anche se non ha venduto nulla.
- L'imposta sul valore delle cripto-attività non versata. L'imposta è pari al 2 per mille e si calcola nello stesso quadro RW.
- Le plusvalenze non dichiarate. Chi ha venduto o scambiato con un guadagno deve dichiarare la plusvalenza nel quadro RT.
La guida su come dichiarare le criptovalute spiega i due quadri e le regole di calcolo.
2. Fino a quando puoi correggere
Il contribuente può integrare una dichiarazione già presentata per correggere errori od omissioni. La dichiarazione integrativa si presenta entro i termini previsti per l'accertamento. L'avviso di accertamento deve essere notificato entro il 31 dicembre del quinto anno successivo a quello in cui la dichiarazione è stata presentata.
Questo è un esempio di applicazione della regola. La dichiarazione per l'anno d'imposta 2021 è stata presentata nel 2022: il termine è il 31 dicembre 2027.
La regola è diversa per chi non ha presentato la dichiarazione. Una dichiarazione presentata entro novanta giorni dalla scadenza è valida, con la sanzione per il ritardo. Una dichiarazione presentata oltre novanta giorni dalla scadenza si considera omessa. In caso di dichiarazione omessa l'avviso di accertamento può essere notificato entro il 31 dicembre del settimo anno successivo a quello in cui la dichiarazione doveva essere presentata.
3. Le sanzioni previste dalla legge
Le misure indicate qui sotto sono quelle in vigore oggi e si applicano alle violazioni commesse dal 1° settembre 2024. Le violazioni commesse prima di questa data seguono le misure precedenti.
- Quadro RW. La violazione dell'obbligo di dichiarazione è punita con una sanzione dal 3 al 15 per cento degli importi non dichiarati. L'Agenzia delle Entrate ha precisato che alle cripto-attività non si applica il raddoppio previsto per gli Stati a regime fiscale privilegiato. Se il quadro è presentato entro novanta giorni dal termine, la sanzione è di 258 euro.
- Dichiarazione infedele. Chi dichiara un reddito inferiore a quello dovuto è punito con una sanzione del 70 per cento della maggiore imposta, con un minimo di 150 euro.
- Dichiarazione omessa. Chi non presenta la dichiarazione è punito con una sanzione del 120 per cento delle imposte dovute, con un minimo di 250 euro.
La legge prevede una sanzione più bassa per chi si corregge prima di un controllo. La sanzione di riferimento diventa quella per l'omesso versamento, che è pari al 25 per cento dell'importo non versato.
- Dichiarazione integrativa. Se la violazione emerge da una dichiarazione integrativa presentata entro i termini per l'accertamento e prima di un controllo, la sanzione per l'omesso versamento si applica aumentata al doppio: il 50 per cento delle imposte dovute, invece del 70 per cento.
- Dichiarazione omessa presentata in ritardo. Se la dichiarazione omessa è presentata con un ritardo superiore a novanta giorni, entro i termini per l'accertamento e prima di un controllo, la sanzione per l'omesso versamento si applica aumentata al triplo: il 75 per cento delle imposte dovute, invece del 120 per cento.
4. Il ravvedimento operoso: la sanzione ridotta
Il ravvedimento operoso è la regola che riduce la sanzione per chi si corregge da solo. La sanzione si riduce a una frazione del minimo, e la frazione dipende dal momento della correzione.
- La sanzione è ridotta a un nono del minimo se la regolarizzazione avviene entro novanta giorni.
- La sanzione è ridotta a un ottavo del minimo se la regolarizzazione avviene entro il termine per presentare la dichiarazione dell'anno in cui la violazione è stata commessa.
- La sanzione è ridotta a un settimo del minimo se la regolarizzazione avviene dopo questo termine.
- La riduzione è minore se la regolarizzazione avviene dopo che l'ufficio ha comunicato uno schema di atto o ha constatato la violazione: in questi casi la sanzione è ridotta a un sesto, a un quinto o a un quarto del minimo.
Il ravvedimento operoso ha quattro condizioni.
- Il contribuente deve pagare nello stesso momento l'imposta dovuta, gli interessi e la sanzione ridotta.
- Il ravvedimento non è più possibile dopo la notifica di un atto di liquidazione o di accertamento.
- Il ravvedimento non impedisce all'ufficio di iniziare o di proseguire un controllo.
- La riduzione della sanzione è esclusa per la dichiarazione presentata con un ritardo superiore a novanta giorni.
Un esempio di solo calcolo
Un contribuente ha presentato nel 2025 la dichiarazione per l'anno 2024 e non ha compilato il quadro RW. Le sue cripto-attività valevano 10.000 euro. Il contribuente si corregge a dicembre 2026 con una dichiarazione integrativa.
- La sanzione minima per il quadro RW è il 3 per cento di 10.000 euro: 300 euro.
- La correzione avviene oltre il termine della dichiarazione successiva: la sanzione è ridotta a un settimo.
- La sanzione ridotta è 300 / 7 = 42,86 euro.
Il contribuente deve versare anche l'imposta sul valore delle cripto-attività che non aveva pagato, con gli interessi e con la relativa sanzione ridotta. L'imposta per un anno intero è 10.000 × 2 per mille = 20 euro.
5. La regolarizzazione speciale del 2023 è chiusa
La legge di bilancio 2023 aveva previsto una procedura speciale per le cripto-attività detenute entro il 31 dicembre 2021. La procedura prevedeva una sanzione ridotta, pari allo 0,5 per cento del valore delle cripto-attività per ogni anno. Chi non aveva dichiarato i redditi versava anche un'imposta sostitutiva del 3,5 per cento dello stesso valore. L'istanza andava presentata entro il 30 novembre 2023. Oggi questa procedura non è più disponibile e chi vuole mettersi in regola usa la dichiarazione integrativa e il ravvedimento operoso.
6. Perché conviene muoversi prima
Dal 2026 gli exchange raccolgono i dati dei clienti residenti in Italia per comunicarli all'Agenzia delle Entrate. La guida alla DAC8 spiega quali dati vengono comunicati e con quali scadenze. Il ravvedimento operoso resta possibile solo finché l'ufficio non ha notificato un atto di liquidazione o di accertamento, e la sanzione ridotta aumenta quando l'ufficio ha già constatato la violazione.
7. Dal 2027 cambiano i riferimenti di legge
Dal 1° gennaio 2027 si applicano due testi unici, che riordinano le stesse regole in articoli nuovi. Le misure delle sanzioni, le frazioni del ravvedimento operoso e i termini restano uguali.
- Il ravvedimento operoso passa dall'articolo 13 del decreto legislativo n. 472 del 1997 all'articolo 14 del testo unico delle sanzioni tributarie (decreto legislativo 5 novembre 2024, n. 173).
- Le sanzioni per la dichiarazione omessa e infedele passano dall'articolo 1 del decreto legislativo n. 471 del 1997 all'articolo 27 dello stesso testo unico. La sanzione per l'omesso versamento passa all'articolo 38.
- La sanzione per il quadro RW passa dall'articolo 5 del decreto-legge n. 167 del 1990 all'articolo 67, comma 2, dello stesso testo unico.
- L'obbligo di indicare le cripto-attività nella dichiarazione passa dall'articolo 4 del decreto-legge n. 167 del 1990 all'articolo 58 del testo unico in materia di adempimenti e accertamento (decreto legislativo 5 agosto 2026, n. 141).
- Il termine per l'accertamento passa dall'articolo 43 del decreto del Presidente della Repubblica n. 600 del 1973 all'articolo 293 dello stesso testo unico.
La dichiarazione integrativa resta regolata dall'articolo 2, comma 8, del decreto del Presidente della Repubblica n. 322 del 1998.
8. Cosa serve per regolarizzare
Una regolarizzazione richiede, per ogni anno da correggere, gli stessi numeri di una dichiarazione ordinaria.
- Il primo dato è l'elenco completo dei movimenti di ogni exchange e di ogni wallet, a partire dal primo acquisto.
- Il secondo dato è il valore delle cripto-attività alla fine di ogni anno, con una quotazione documentata.
- Il terzo dato sono le plusvalenze e le minusvalenze di ogni anno, calcolate con il metodo LIFO.
Questo è il lavoro che facciamo noi: ricostruiamo i movimenti anno per anno e ti consegniamo i valori per i quadri RW e RT di ogni annualità, con il dettaglio a supporto. Il tuo commercialista usa questi valori per preparare le dichiarazioni integrative e per calcolare il ravvedimento operoso.
Fonti
- Decreto del Presidente della Repubblica 22 luglio 1998, n. 322, articolo 2, commi 7 e 8 (dichiarazione tardiva e dichiarazione integrativa).
- Decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 600, articolo 43, commi 1 e 2 (termine per l'accertamento).
- Decreto-legge 28 giugno 1990, n. 167, articolo 5, comma 2 (sanzione per il quadro RW).
- Decreto legislativo 18 dicembre 1997, n. 471, articolo 1, commi 1, 1-bis, 2 e 2-bis (dichiarazione omessa, infedele e integrativa), e articolo 13, comma 1 (omesso versamento).
- Decreto legislativo 18 dicembre 1997, n. 472, articolo 13 (ravvedimento).
- Decreto legislativo 14 giugno 2024, n. 87, articolo 5 (decorrenza delle nuove misure dal 1° settembre 2024).
- Legge 29 dicembre 2022, n. 197, articolo 1, commi da 138 a 142 (regolarizzazione delle cripto-attività).
- Dal 1° gennaio 2027: decreto legislativo 5 novembre 2024, n. 173, articoli 14, 27, 38, 67 e 102; decreto legislativo 5 agosto 2026, n. 141, articoli 58, 293 e 368.
- Agenzia delle Entrate, Circolare n. 30/E del 27 ottobre 2023 (sanzioni per il quadro RW e regolarizzazione delle cripto-attività).
Domande frequenti sulla regolarizzazione
Cosa succede se non ho mai dichiarato le criptovalute?
La legge prevede sanzioni distinte per ogni omissione. La sanzione per il quadro RW non compilato va dal 3 al 15 per cento degli importi non dichiarati. La sanzione per la dichiarazione infedele è il 70 per cento della maggiore imposta. Chi presenta una dichiarazione integrativa prima di un controllo è soggetto a una sanzione più bassa, pari al 50 per cento delle imposte dovute.
Posso mettermi in regola prima di ricevere un controllo?
Sì. Il contribuente può presentare una dichiarazione integrativa e usare il ravvedimento operoso, che riduce la sanzione a una frazione del minimo. Il ravvedimento operoso non è più possibile dopo la notifica di un atto di liquidazione o di accertamento.
Fino a quando posso correggere una dichiarazione già presentata?
La dichiarazione integrativa si presenta entro i termini previsti per l'accertamento: il 31 dicembre del quinto anno successivo a quello in cui la dichiarazione è stata presentata.
Quanto costa regolarizzare il quadro RW delle criptovalute?
La sanzione minima è il 3 per cento degli importi non dichiarati. Con il ravvedimento operoso la sanzione si riduce a una frazione del minimo: un settimo se la correzione avviene dopo il termine della dichiarazione dell'anno in cui la violazione è stata commessa. Il contribuente deve versare anche l'imposta sul valore delle cripto-attività non pagata, con gli interessi.
Esiste ancora la sanatoria delle criptovalute del 2023?
No. La regolarizzazione speciale prevista dalla legge di bilancio 2023 riguardava le cripto-attività detenute entro il 31 dicembre 2021 e l'istanza andava presentata entro il 30 novembre 2023. Oggi chi vuole mettersi in regola usa la dichiarazione integrativa e il ravvedimento operoso.
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